Qual è lo scopo di questa legge sul whistleblowing?
Ha lo scopo di rafforzare i principi di trasparenza e responsabilità e di prevenire la commissione di reati e dispone la protezione di persone che segnalano violazioni del diritto comunitario o nazionale che siano lesive dell'interesse pubblico o dell'integrità dell'impresa privata o della pubblica amministrazione, di cui siano venute a conoscenza in un contesto lavorativo pubblico o privato.
Quali sono i nuovi obblighi?
Si deve creare la possibilità per queste persone di trasmettere le loro informazioni in un contesto protetto, attraverso canali predeterminati e procedure concordate, in modo che i fatti possano essere seguiti, ad esempio dai vertici dell'azienda.
Tale canale sarà creato anche all'esterno attraverso l'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).
I canali e le procedure interne devono essere organizzati e definiti dall'azienda. Si deve garantire che il segnalante possa rimanere anonimo e che nessun suo dato e/o di altre persone coinvolte nonché il contenuto della segnalazione diventi pubblico/reperibile da soggetti non autorizzati in tal senso. Per quanto detto, è consigliabile che le aziende si rivolgano a fornitori di servizi specializzati in protezione e sicurezza dei dati e che conoscano la materia.
Chi può essere un whistleblower?
I whistleblower non devono necessariamente essere dipendenti, ma possono essere praticamente chiunque sia coinvolto nelle operazioni e nell'organizzazione di un datore di lavoro, come per esempio anche soci, tirocinanti, collaboratori esterni, lavoratori autonomi, liberi professionisti e altri fornitori di servizi.
Quali tutele hanno i whistleblower?
Gli stessi whistleblower, così come le persone a loro vicine, non devono subire alcuna ritorsione in seguito alle segnalazioni fatte. Le persone interessate possono contestare come ritorsioni quelle che percepiscono come azioni negative, ad esempio da parte del datore di lavoro. Vige la presunzione che si tratti di una ritorsione e che debba essere prima dimostrato il contrario.
Se, ad esempio, un lavoratore viene sospeso a seguito di una denuncia, demansionato, gli viene negata una promozione, gli viene cambiato l'orario e/o il luogo di lavoro, viene sottoposto a un'azione disciplinare o subisce altre reazioni negative da parte del datore di lavoro, quest'ultimo deve dimostrare che l'azione in questione non è avvenuta a seguito della divulgazione di informazioni da parte del lavoratore (secondo quanto sopra spiegato), ma per altri motivi.
Se il lavoratore contesta le azioni del datore di lavoro e quest'ultimo non è in grado di dimostrare altre ragioni per la sua reazione, tali azioni potrebbero essere giudicate nulle. Oltre al risarcimento dei danni a favore del lavoratore, ciò può comportare, ad esempio, che un licenziamento venga considerato nullo e che il lavoratore debba essere reintegrato. Se, ad esempio, un contratto di lavoro a tempo determinato non viene prorogato o il rapporto di lavoro viene interrotto durante il periodo di prova, la causa potrebbe essere anche il mancato rispetto della normativa in materia di whistleblowing.
Dunque, se siete un datore di lavoro che rientra nel campo di applicazione della legge italiana sul whistleblowing (D. Lgs. n.24/2023), consigliamo di assicurarvi di porre in essere quanto stabilito dalla normativa citata e preferibilmente contattare un fornitore di servizi di protezione e sicurezza dei dati che possa aiutarvi a rispettare la stessa. Se necessario, possiamo fornirvi i contatti per questo scopo.
