Anche se il 4 ottobre 2026 cadrà di domenica, i datori di lavoro dovranno comunque sostenere dei costi aggiuntivi. Secondo la normativa italiana, la festività “non goduta” deve essere retribuita – generalmente con una maggiorazione pari a 1/26 dello stipendio mensile. Questo vale per tutti i lavoratori.
Dal 2027 il 4 ottobre cadrà in un giorno feriale e le imprese dovranno affrontare ulteriori conseguenze:
- Uno "stop" della produzione e maggiore complessità nella pianificazione: particolarmente rilevanti nei settori della produzione, sanità, assistenza e ristorazione.
- Aumento dei costi del personale: oltre alla retribuzione dovuta per il giorno festivo, si aggiungono i costi per fronteggiare il personale sostitutivo, il lavoro straordinario e/o le maggiorazioni per il lavoro festivo.
- Adeguamento contrattuale: sarà necessario rivedere i contratti di lavoro, gli accordi aziendali e i turni, cosí da includere la "nuova" festività.
San Francesco d’Assisi (1181–1226) è il patrono d’Italia e simbolo di pace, umiltà e rispetto per l’ambiente. La proposta di reintroduzione della festività è stata avanzata da Fratelli d’Italia e Noi Moderati, ricevendo ampio sostegno in Parlamento. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso pieno appoggio alla misura. Tuttavia, non mancano le critiche, soprattutto da parte di chi teme ripercussioni economiche negative legate a perdite di produttività e oneri aggiuntivi per le imprese.
