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mercoledì, 5. novembre 2025
Edizione: Consulente Elas novembre 2025

Il diritto di sciopero: cosa devono sapere i datori di lavoro

Il diritto di sciopero: cosa devono sapere i datori di lavoro

Negli ultimi mesi, i principali sindacati italiani – sia a livello nazionale che provinciale – hanno ripetutamente indetto scioperi.
In qualità di datori di lavoro, vi trovate di fronte alla sfida di dover rispettare i diritti dei vostri dipendenti e al contempo di dover garantire il regolare svolgimento delle attività aziendali. È di fondamentale importanza sapere come agire in modo conforme alla legge in caso di sciopero.

 

I presupposti e le motivazioni

Il diritto di sciopero è disciplinato dalla Costituzione italiana ed è un diritto di tutti i lavoratori subordinati, sia nel settore pubblico che in quello privato. Condizione necessaria è l'interesse comune dei lavoratori. Lo sciopero è legittimo anche in assenza di una proclamazione ufficiale da parte di un sindacato: i lavoratori possono coordinarsi autonomamente e decidere collettivamente l’astensione dal lavoro.

Lo sciopero si pone l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro. Tuttavia, puó essere indetto anche per altre motivazioni, si pensi alla protesta politica o alla solidarietà ad altre categorie professionali. Puó trattarsi di scopi a rilevanza locale, nazionale o internazionale.

I limiti

Al contempo esistono limiti ben definiti al suo esercizio: gli scioperi non devono mettere in pericolo l’ordine costituzionale. Sono vietati gli incitamenti alla violenza, i sabotaggi, i blocchi e le occupazioni aziendali. Anche altri diritti fondamentali non devono essere limitati in modo sproporzionato.

Chi sciopera deve rispettare le regole vigenti. In particolare, nei servizi pubblici essenziali – come sanità, sicurezza o trasporti – lo sciopero deve essere annunciato almeno dieci giorni prima e devono essere garantiti i servizi minimi. Un’apposita Commissione di Garanzia vigila sul rispetto di tali obblighi.

Anche per voi, in quanto datori di lavoro, esistono limiti: sono vietate misure che ostacolano o limitano il diritto di sciopero. Un licenziamento o un provvedimento disciplinare per la partecipazione a uno sciopero viene considerato un comportamento antisindacale “condotta antisindacale”.

La retribuzione e le conseguenze economiche

In linea generale, i lavoratori non percepiscono retribuzione durante lo sciopero. L’assenza è considerata non retribuita. I giorni di ferie, le ore di permesso (ROL), così come la tredicesima e la quattordicesima mensilità, vengono ridotti proporzionalmente. I giorni di sciopero non rientrano nel calcolo della base imponibile del TFR. Le giornate di sciopero vengono, invece, computate nell'anzianità di servizio.

Retribuzione Durante lo sciopero
Retribuzione giornaliera non dovuta
Ferie / ROL ridotte proporzionalmente
13ª / 14ª mensilità ridotte proporzionalmente
Anzianità di servizio conteggio regolare
Trattamento di fine rapporto (TFR) ridotto proporzionalmente

Il diritto di sciopero tutela gli interessi dei lavoratori e richiede al contempo un comportamento responsabile da parte di tutti. Per voi, in quanto datori di lavoro, è fondamentale conoscere i vostri diritti e i vostri doveri in materia di sciopero. In questo modo sarete preparati nel caso in cui si verifichi uno sciopero nella vostra azienda. Con regole chiare e rispetto reciproco si crea una base solida per la collaborazione e la fiducia.

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