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Informazioni generali sul rapporto di lavoro
mercoledì, 5. novembre 2025
Edizione: Consulente Elas novembre 2025

Certificato di malattia: quando e come?

Certificato di malattia: quando e come?

Il lavoratore deve comunicare tempestivamente al datore di lavoro la propria assenza e trasmettere il numero di protocollo del certificato medico. Dal 2010, il certificato viene emesso in modalità telematica: il medico invia i dati direttamente all’INPS/NIFS. Il datore di lavoro può consultare il certificato online.

Il certificato per il datore di lavoro non contiene la diagnosi, ma riporta, tra l'altro,:

  • Dati del medico
  • Inizio e fine della malattia
  • Indicazione se si tratta di una prima comunicazione, di una proroga o di una ricaduta
  • Indirizzo di reperibilità (se diverso dalla residenza)

Se manca l’indirizzo, il lavoratore deve comunicarlo immediatamente all’INPS – in Alto Adige tramite e-mail a: medicolegale.bolzano@inps.it

Certificati retroattivi: nuovi controlli INPS

Con una recente circolare, l’INPS ha annunciato controlli più rigorosi sui certificati medici retroattivi. Finora i medici potevano emettere certificati con data retroattiva di un giorno. L’INPS li riconosceva solo in caso di visita domiciliare – ma non poteva verificarlo tecnicamente.

Con un nuovo sistema di controllo, l’INPS verifica ora se il certificato è stato emesso durante una visita a domicilio o ambulatoriale. Per questo motivo, i lavoratori non dovrebbero più richiedere certificati retroattivi – salvo in caso di visita domiciliare.

In caso di malattia, è fondamentale che la visita medica e l’emissione del certificato avvengano lo stesso giorno dell’inizio della malattia. In questo modo, il lavoratore evita che l’INPS non riconosca la certificazione e non eroghi l’indennità.

Certificato cartaceo e dall’estero

In casi eccezionali – ad esempio durante un ricovero ospedaliero – il certificato può essere ancora emesso in formato cartaceo. Il lavoratore deve inviarlo all’INPS/NIFS entro due giorni lavorativi tramite raccomandata.

Per i certificati emessi all’estero, si applicano regole diverse a seconda del Paese:

  • Paesi UE e Stati con convenzione bilaterale (es. Svizzera, Paesi SEE, Turchia):
    Il certificato può essere inviato per raccomandata all’INPS/NIFS e al datore di lavoro. Non è necessaria la traduzione.

  • Paesi extra-UE senza convenzione:
    Il certificato deve essere legalizzato e tradotto dalla rappresentanza consolare o diplomatica italiana nel Paese interessato. Successivamente, va inviato entro due giorni all’INPS/NIFS e al datore di lavoro.

Proroga, ricaduta e durata

Le proroghe possono essere emesse solo con un giorno di retroattività. Questo è particolarmente importante per le certificazioni che terminano di venerdì. Se il medico indica erroneamente “inizio della malattia”, il lavoratore deve richiedere la correzione – altrimenti si avvia un nuovo periodo di carenza.

Una ricaduta può essere comunicata entro 30 giorni dall’ultimo giorno di malattia. In questo caso, l’INPS/NIFS eroga l’indennità fin dal primo giorno – senza nuovo periodo di carenza.

Per i lavoratori a tempo indeterminato, l’INPS/NIFS riconosce fino a 180 giorni di indennità di malattia all’anno. La tutela del posto di lavoro e l’integrazione salariale da parte del datore di lavoro dipendono dal contratto collettivo:

  • Dal 4° al 20° giorno di malattia: 50 % della retribuzione complessiva
  • Dal 21° al 180° giorno di malattia: 66,66 % della retribuzione complessiva

In caso di malattia superiore a 60 giorni, il lavoratore deve sottoporsi a una visita medica prima di rientrare al lavoro.

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