Da un lato, aumentano i costi in caso di versamento tardivo di contributi o imposte, poiché gli interessi di mora e le sanzioni applicati da INPS e INAIL sono collegati al tasso di riferimento. Eventuali ritardi nei pagamenti possono quindi comportare oneri maggiori.
Dall'altro lato, l'aumento dei tassi incide anche sui prestiti concessi dal datore di lavoro ai propri dipendenti a titolo gratuito oppure a un tasso variabile agevolato. Poiché il valore del fringe benefit viene calcolato sulla base del tasso di riferimento vigente, l'incremento di quest'ultimo può comportare un aumento del beneficio imponibile ai fini fiscali e contributivi, rendendo più probabile il superamento delle soglie di esenzione previste.
Consiglio ELAS: Le aziende dovrebbero verificare gli eventuali prestiti concessi ai dipendenti e rivalutare l'impatto del nuovo tasso di riferimento sul calcolo del fringe benefit, al fine di garantire una corretta gestione fiscale e contributiva.
